Settembre riporta la tavola al centro di tutte le nostre giornate. Finite le partenze e i ritmi sospesi dell’estate, si riscopre il piacere di ritrovarsi e lo si fa nel modo più antico che esista: sedendosi insieme all’aperto, mentre la luce del pomeriggio si allunga sul giardino.
È la stagione della vendemmia, quella in cui la campagna profuma di mosto e le tavole si riempiono dei sapori del raccolto. Nelle terre del Veneto questo rito si ripete da sempre, tra i filari appena spogliati e il vino nuovo che accompagna i primi pranzi lunghi della ripresa.
È attorno a una tavola imbandita all’ombra, infatti, che si celebra un ritorno che sa di casa e di appartenenza, dove il gesto di condividere vale quanto ciò che si offre.
Il pranzo di settembre ha una qualità che i mesi caldi raramente concedono: l’aria più mite lascia indugiare a lungo e ciò che comincia a mezzogiorno scivola senza fretta nel pomeriggio, tra un bicchiere versato di nuovo e una conversazione che si riaccende. La tavola diventa il luogo in cui il tempo si dilata e le persone restano, complici di un’intimità che soltanto la fine dell’estate sa regalare.
Perché questo accada serve uno spazio pensato per accogliere: una tavola ampia, come quella della collezione Customade disegnato dall’architetto Alain Gilles capace di riunire con generosità, e sedute che sostengono il corpo durante ore di parole e di pause condivise. È qui che l’arredo da esterno rivela il suo compito più autentico e offre la scena giusta a chi la vive.
Settembre insegna che la convivialità è il dono più prezioso dell’estate, quello che sopravvive al cambio di stagione e continua a riunire le persone anche quando le giornate si accorciano. Basta apparecchiare all’aperto e lasciare che sia la tavola a fare il resto, perché intorno a lei ci si ritrova sempre.
